DECLUTTERING: La miglior pratica di rientro a casa dopo un lungo viaggio.


Ti capita mai di rientrare da un viaggio e sentirti spaesato e fuori posto?


Di mettere piede in casa, guardarti attorno e

non riconoscere più il luogo che hai lasciato un paio di settimane o mesi prima?


Di sentirti oppresso perché circondato da una quantità di oggetti

che ti disturbano e impediscono di riordinar pensieri ed emozioni?

Bene, benissimo, è fantastico!

Perché te lo dico?

Chissà non mi crederai però, quello che stai provando, è la dimostrazione reale dell’evoluzione personale che stai vivendo.

Una trasformazione che probabilmente è iniziata in viaggio e che una volta rientrato alla base esige o spera che tu lo mantenga.

Il viaggio è come un corso intensivo di apprendimento.

Tra le sue lezioni più importanti, secondo me, c’è anche quella di cui stiamo parlando ora: l’essenza e la ricchezza delle nostre giornate non è data dalla quantità di cose (di più o meno valore) che compriamo e possediamo ma dalla qualità di quello che viviamo, dalle esperienze che affrontiamo e dai cambiamenti che ci investono.

Si, si, lo ripeto, viva i cambiamenti!!!

Chissà che tu, come me, fai parte di quella generazione cresciuta con la convinzione che la strada è ad unica direzione, che è pericoloso allontanarsi dal cammino conosciuto, che si vive solo programmando il futuro e che non sono ammessi cambi di programmi o gesti socialmente poco riconosciuti.

Invece, quanto è esaltante scoprire che non è cosi?


Ho iniziato ad apprezzare i cambiamenti quando ho capito che non c’era ragione valida per allontanarli. La maggior parte delle volte arrivano con un obiettivo, quello di travolgerci emotivamente per renderci più consapevoli, responsabili e presenti. Per dare una giravolta alle nostre priorità.

Così, anche un esercizio semplice come quello del DECLUTTERING si rivela essere un meraviglioso processo di cambiamento e un ottimo alleato del rientro a casa dopo un altrettanto meraviglioso viaggio.

1. Ci aiuta a rimanere fedeli a un cammino di vita più responsabile e più critico

2. E’ un’azione concreta, ci aiuta a riappacificare con il nostro spirito viaggiatore una volta riaperta la porta della nostra dimora.

3. Alimenta un’economica circolare fatta di riciclo, riutilizzo, donazioni e scambi


Ma cosa significa esattamente DECLUTTERING?

Letteralmente il termine inglese si traduce con “liberarsi di tutto ciò che non serve”.

Eliminare ciò che è inutile ed eccessivo.

Staccarci da ciò che non ci piace più, che non ci rappresenta più e che, non si sa bene come, rimane li più o meno nascosto sotto una quantità di cianfrusaglie accumulate seguendo lo stesso principio.

In spagnolo questa attitudine si traduce con la parola “desapegarse”.

In italiano potremmo utilizzare il verbo “ripulire”.

Nella pratica quello che facciamo è creare un nuovo spazio fisico che, una volta sgombro di oggetti superflui, ci permette di alleggerire anche e soprattutto il nostro spazio MENTALE.

In sintesi, quello che la meditazione fa con il controllo della mente attraverso la respirazione, il decluttering lo fa agendo nello spazio fisico che circonda il nostro spazio corporeo:

· Allontanare le distrazioni

· Placare i pensieri

· Aumentare le capacità di concentrazione

· Eliminare i blocchi, i fastidi inutili

· Lasciare andare il nostro attaccamento ingiustificato

· Creare un nuovo flusso energetico e nuove opportunità




Il decluttering è un buon punto di partenza per tutti quelli che, in alcun momento, captano la necessità materiale e spirituale di avvicinarsi ad una filosofia di vita più essenziale e minimalista, decidendo tra le molte cose di resistere alla compra compulsiva di milioni di oggetti, vestiti, scarpe, cose inutili che finiscono solo col trasformarsi in vani palliativi di uno stato di insoddisfazione profondo legato al nostro modo di vivere.

Quindi, se ancora non sai come iniziare il tuo personale DECLUTTERING, inizia con un tour della casa per OSSERVARE, DECIDERE, ORGANIZZARE, ELIMINARE.


Poi, sperimenta alcune delle tecniche qui sotto suggerite.

1. Prova a liberarti di un oggetto al giorno che non usi da almeno 3 mesi

2. Liberati di un oggetto che non sapevi neanche più di avere

3. Liberati di quel oggetto di cui pensi “potrebbe servirmi, non si sa mai”

4. Procedi a liberarti di cose concentrate in uno spazio particolarmente caotico

5. Liberati di tutti quei campioncini (shampoo, saponi, gadget…) raccolti in viaggi, in occasioni o in eventi

6. Inizia con una lista di 10 cose da buttare e 10 cose da donare

7. Usa la tecnica delle 4 scatole: BUTTARE, DONARE, TENERE, RIUTILIZZARE

8. Divertiti e sperimenta con il progetto 333 *

* Il progetto 333 è una specie di sfida personale per diminuire il proprio guardaroba:

Vestirsi per 3 mesi con solo 33 capi di vestiario

La idea è dell’americana Courtney Carver di bemorewithless che, dopo aver ricevuto la diagnosi di sclerosi multipla, si è vista cambiare totalmente le priorità personali. Di punto in bianco ha deciso che il vestirsi era una cosa a cui non voleva più pensare e ha ideato il progetto 333.

Bene, ora che hai più di una ragione per provare, cosa aspetti?



Punta Del Diablo  

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